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Pietro Cavallini - Appendice
(pagina 1 di 2)
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SestoAcuto>Arte>Cavallini>Appendice
APPENDICE - GIORGIO
VASARI, Vita di Pietro Cavallini romano. Pittore
(da: Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti)
Essendo
già stata Roma molti secoli priva non solamente delle buone lettere e
della gloria dell'armi, ma eziamdio di tutte le scienze e bone arti, come
Dio volle, nacque in essa Pietro Cavallini in que' tempi che Giotto, avendo
si può dire tornato in vita la pittura, teneva fra i pittori in Italia
il principato. Costui, dunque, essendo stato discepolo di Giotto, et avendo
con esso lui lavorato nella nave di musaico in S. Piero fu il primo che
dopo lui illuminasse quest'arte, e che cominciasse a mostrar di non essere
stato indegno discepolo di tanto maestro, quando dipinse in Araceli sopra
la porta della sagrestia alcune storie che oggi sono consumate dal tempo,
e in S. Maria di Trastevere moltissime cose colorite per tutta la chiesa
in fresco. Dopo, lavorando alla capella maggiore di musaico e nella facciata
dinanzi alla chiesa, mostrò nel principio di cotale lavoro, senza l'aiuto
di Giotto saper non meno esercitare e condurre a fine il musaico, che
avesse fatto la pittura: facendo ancora nella chiesa di
S. Grisogono molte storie a fresco, s'ingegnò farsi conoscer similmente
per ottimo discepolo di Giotto e per buono artefice. Parimente pure in
Trastevere dipinse in S. Cecilia quasi tutta la chiesa di sua mano, e
nella chiesa di S. Francesco appresso Ripa molte cose.
In S. Paulo poi for di Roma
fece la facciata che v'è di musaico, e per la nave del mezzo molte storie
del Testamento Vecchio. E lavorando nel capitolo del primo chiostro a
fresco alcune cose, vi mise tanta diligenza, che ne riporto dagl'uomini
di giudizio nome d'eccellentissimo maestro, e fu perciò dai prelati tanto
favorito, che gli fecero dar a fare la facciata di S. Piero di dentro
fra le finestre, tra le quali fece di grandezza straordinaria, rispetto
alle figure che in quel tempo s'usavano, i quattro Evangelisti lavorati
a bonissimo fresco, e un S. Piero e un S. Paulo, e in una nave buon numero
di figure, nelle quali per molto piacergli la maniera greca, la mescolo
sempre con quella di Giotto; e per dilettarsi di dare rilievo alle figure,
si conosce che uso in ciò tutto quello sforzo, che maggiore può immaginarsi
da uomo. Ma la migliore opera che in quella città facesse fu nella detta
chiesa d'Araceli sul Campidoglio, dove dipinse in fresco nella volta della
tribuna maggiore la Nostra Donna col Figliuolo in braccio circondata da
un cerchio di sole, e a basso Ottaviano imperador, al quale la sibilla
Tiburtina mostrando Gesù Cristo, egli l'adora; le quali figure in quest'opera,
come si e detto in altri luoghi, si sono conservate molto meglio che l'altre,
perché quelle che sono nelle volte, sono meno offese dalla polvere, che
quelle che nelle facciate si fanno.
Venne dopo quest'opere Pietro
in Toscana per veder l'opere degl'altri discepoli del suo maestro Giotto
e di lui stesso; e con questa occasione dipinse in S. Marco di Firenze
molte figure che oggi non si veggiono, essendo stata imbiancata la chiesa,
eccetto la Nonziata che sta coperta accanto alla porta principale della
chiesa. In S. Basilio ancora, al canto alla Macine, fece in un muro un'altra
Nunziata a fresco tanto simile a quella che prima aveva fatto in S. Marco
e a qualcun altra che è in Firenze, che alcuni credono, e non senza qualche
verisimile, che tutte siano di mano di questo Piero; e di vero non possono
più somigliare l'una l'altra di quello che fanno. Fra le figure che fece
in S. Marco detto di Fiorenza fu il ritratto di papa Urbano Quinto con
le teste di S. Piero e S. Paulo di naturale, dal qual ritratto ne ritrasse
fra' Giovanni da Fiesole quello che è in una tavola in S. Domenico pur
di Fiesole; e ciò fu non piccola ventura, perché il ritratto che era in
S. Marco, con molte altre figure che erano per la chiesa in fresco, furono,
come s'è detto, coperte di bianco, quando quel convento fu tolto ai monaci
che vi stavano prima e dato ai frati Predicatori, per imbiancare ogni
cosa con poca avvertenza e considerazione. [continua]
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