|

Non hai trovato nulla di attinente alla tua ricerca su
Roma medioevale? Vuoi segnalare eventi, siti, notizie? Lascia il tuo messaggio
nel Forum!

Vuoi essere informato sugli aggiornamenti del sito e sulle
iniziative dell'Associazione culturale SestoAcuto? Digita la tua e-mail
e riceverai gratuitamente la newsletter di SestoAcuto.

Consulta la lista dei links
ai siti amici e alle migliori risorse web su Roma e sul Medioevo: tutto
a portata di clic.

Consulta l'indice
generale per conoscere e trovare tutti i files del sito.

SestoAcuto.it è consigliato da:
100links
Clarence
Edscuola
Enigma
Galgano
Foglio di Roma
Grafichissima
InRoma
Inwind
Jumpy
Limen
Lycos
Sitocchio
Storia
in Network
Supereva
SoloRoma
TopSites
Tycos-Architettura
Underome
Virgilio
- Corriere della Sera
Vittorio
Sgarbi official site
Aggiungi
questo sito ai tuoi preferiti!

Sei
un webmaster? Curi un sito? Ti saremmo grati se tu potessi inserire uno
dei nostri banner o il nostro scudetto.Se
vorrai, saremo lieti di contraccambiare il favore, segnalando in sestoacuto.it
il tuo sito!
|
Pietro Cavallini - A Napoli
|
|
SestoAcuto>Arte>Cavallini>A
Napoli
Il
trasferimento della sede papale ad Avignone determinò a Roma una rarefazione
di commissioni; fu forse questa la motivazione per cui Cavallini si trasferì
a Napoli, presso la corte di Carlo II d'Angiò, dove già nel 1308 dimorava
stabilmente. Tre documenti della cancelleria angioina conservati presso
l'Archivio di Stato di Napoli registrano una serie di benefici e di pagamenti
a favore del magister Petrus Cavallinus de Roma pictor tra il 1308
e il 1309. Nessuna testimonianza è in grado di fornire indicazioni sull'attività
napoletana del Cavallini, benché sia lecito supporre che nel corso del
suo lungo soggiorno (circa dieci anni) nella città partenopea egli abbia
svolto una vasta attività al servizio dei sovrani angioini. Nell'ambito
dell'attività napoletana di Pietro Cavallini, vanno ascritti alla sua
mano gli affreschi della Cappella Brancaccio in S. Domenico Maggiore,
datati al 1308. Queste pitture, restaurate intorno al 1960, erano in parte
celate da scialbature; oggi sono ben leggibili: sulla parete di fondo,
le Storie dei SS. Andrea e Giovanni; sulla parete sinistra, il
Martirio di S. Giovanni Evangelista e una Crocifissione;
le Storie della Maddalena e un Noli me tangere sulla parete
destra. Sempre in S. Domenico al Cavallini spetterebbe anche una figura
frammentaria di S. Antonio Abate nella quarta cappella a destra.Pietro
Cavallini presiedette anche alla decorazione della navata, dell'arco trionfale
e della Cappella Loffredo nella chiesa di
S. Maria Donnaregina, portata a termine tra il 1317 e il 1318,
nella quale è però molto difficile enucleare le parti nelle
quali il maestro intervenne di persona; e anzi recentemente parte della
decorazione è stata attribuita a Filippo Rusuti, mentre a un non meglio
identificato Maestro delle Storie di S. Elisabetta sarebbero da
ascrivere gli episodi raffiguranti la vita di quella santa.
Anche il Duomo di Napoli presenta opere attribuite
a Cavallini: gli affreschi da poco venuti in luce nella Cappella Tocco
o di S. Aspreno (affini stilisticamente a quelli della Cappella Brancaccio,
mostrano figure di santi e apostoli entro complesse ornamentazioni e architetture
dipinte, con riquadri a finto mosaico, che sembrano discendere direttamente
dalla decorazione di S. Cecilia in Trastevere), un frammento di Giudizio
Finale nella cappella in fondo alla navatella destra di S.
Restituta, una figura di S. Nicola nella Cappella Minutolo.
Si tende a negare invece la paternità cavalliniana
all'affresco con l'Albero di Jesse nella Cappella degli Illustrissimi
del Duomo, oggi attribuito invece al Lello da Orvieto, che
fu forse discepolo diretto del Cavallini. Sempre
proveniente dal Duomo (anche se oggi conservata al Palazzo dell'Arcivescovado
di Napoli) è la tavola con il Ritratto di Umberto d'Ormont, nella
cui cuspide è un'immagine di S. Paolo, attribuita con qualche riserva
al Cavallini.
Sempre in territorio campano, in quello che fu il Regno Angioino, vengono
attribuite a Pietro Cavallini (nella maggior parte dei casi con scarso
o nullo fondamento) anche altre opere: il breve
ciclo di affreschi nell'abside di S. Salvatore Piccolo a Capua;
un
ciclo di affreschi a S. Angelo d'Alife in provincia di Caserta;
la
Dormitio Virginis nella chiesa di S. Maria a Piazza ad Aversa,
sempre in provincia di Caserta; il
gigantesco S. Cristoforo nel chiostrino trecentesco del Convento
di S. Chiara Vecchia a Nola (in provincia di Napoli); alcuni
murali in S. Lorenzo Maggiore a Napoli; a
venerata tavola della Madonna nel Santuario di Montevergine a Mercogliano
[figura accanto], in realtà opera di Montano d'Arezzo (1295
circa).
|