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Pietro Cavallini - S. Paolo
fuori le Mura: 1277-1285
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SestoAcuto>Arte>Cavallini>S.
Paolo fuori le Mura: 1277-1285
 Purtroppo
nulla è sopravvissuto della prima attività del pittore, che intervenne
nella decorazione ad affresco di S. Paolo fuori le Mura, perduta in seguito
all'incendio che nella notte tra il 15 e il 16 luglio del 1823
danneggiò la basilica in modo gravissimo. Di tale decorazione rimangono
soltanto copie del sec. XVII, tra cui le più importanti sono quelle
eseguite intorno al 1634 per conto del cardinal Francesco Barberini,
poi raccolte nel manoscritto
Barberino Latino 4406 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Gli
affreschi, per i quali si presuppongono due fasi (una al 1277-1279,
l'altra intorno al 1285), erano disposti lungo la navata centrale su due
registri sovrapposti di ventidue riquadri ciascuno. Sulla
parete sinistra erano rappresentate scene tratte dagli Atti degli Apostoli,
con particolare riguardo a episodi della vita di s. Paolo; sulla
parete destra scene tratte dall'Antico Testamento; qui il pittore
seguì le tracce di un ciclo preesistente e risalente forse alla metà del
V secolo (tanto che l'intervento di Cavallini è stato definito più un
'restauro' che un'opera originale), di
cui anzi conservò un intero riquadro, riconoscendo pertanto, con coscienza
critica desueta a quei tempi, un singolare valore a quanto rimaneva dell'antica
pittura. Sotto i riquadri
si stendeva una serie di ritratti papali entro clipei, mentre in
alto, tra le finestre, erano affrescate grandi figure di apostoli e profeti.
Unici frammenti superstiti dell'originale impianto decorativo sono alcuni
clipei con i busti di pontefici, oggi staccati e conservati nella Pinacoteca
della basilica ostiense.
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